LA PSICANALISI SECONDO |
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"TU PUOI SAPERE SINCRONICAMENTE" |
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Hai fatto qu Vieni da "psicanalisti" sei in "Jung"
Chi mi vuole scrivere una pagina su Jung? Un consiglio, se hai deciso di scriverla. Perché non parti dal saggio di Wolfgang Pauli, Aspetti scientifici e gnoseologici del problema dell'inconscio (1954), in Id., Fisica e conoscenza, Bollati Boringhieri, Torino, 2007, pp. 125-140? Ma cfr. anche Wolfgang Pauli, Psiche e natura, Adelphi, Milano 2006. Si sa che Pauli (1900-1958) ebbe un'infelice esperienza di psicanalisi junghiana e una lunga corrispondenza con Carl Gustav Jung (W. Pauli - C.G. Jung, Ein Briefwechsel, 1932-1958, a cura di Carl A. Meier, Springer, Berlin 1992). Inoltre, potresti prendere in considerazione la prefazione di Jung (1949) al libro dei Ching (Adelphi, Milano 1991). In questo saggio il maestro di Zurigo supera decisamente il maestro di Vienna, relegando tra i ferri vecchi del pensiero occidentale il principio eziologico di ragion sufficiente. I suoi nessi acausali e il suo principio di sincronicità hanno una lontana affinità con l'indeterminismo della fisica quantastica, portato a conoscenza di Jung da Pauli. Ma è presto per decretare che Jung fu più scientifico di Freud. Fu solo meno ippocratico. E potresti commentare questo fatto curioso. Freud, pensatore (un po') più scientifico di Jung ebbe tra i suoi corrispondenti prevalentemente letterati e umanisti. (Ebbe anche Einstein, è vero, ma non seppe come pelarlo). Per contro, Jung, pensatore (un po') meno scientifico di Freud ebbe tra i suoi corrispondenti anche un premio Nobel per la fisica. Certamente Jung fu meno dogmatico (ma anche più confuso) di Freud. Probabilmente Freud fu traumatizzato nei confronti della scienza dal suo transfert con Fliess. Il ragionamento di Freud fu verosimilmente questo: "Se gli uomini di scienza sono tutti come questo sturanasi di Berlino..." Se è vero, Freud commise un errore di giudizio molto comune, ma non degno della sua intelligenza. Ritenne che la medicina fosse una scienza e i medici degli scienziati. Una linea possibile per trattare la differenza Freud/Jung potrebbe essere quella di ricondurla alla differenza delle specializzazioni di partenza. Freud era neurologo, per la precisione neuropatologo, quindi di mentalità fortemente eziologica. La sua equazione di base era Grund = Ursache, fondamento = causa, o "prima cosa", in tedesco. In quanto eziopatologo - e non ricercatore scientifico - Freud cercava le cause dappertutto: dalle psiconevrosi alla interpretazione delle associazioni libere (per esempio, la causa è il contenuto latente del sogno e l'effetto è il contenuto manifesto). Riflesso terapeutico: la cura psicologica è per Freud l'eliminazione dei fattori eziologici delle malattie mentali, tipicamente l'elaborazione psichica dei traumi e dei fantasmi sessuali. Per contro, Jung era psichiatra, quindi non cercava le cause delle malattie mentali, ma le strutture psichiche: dai complessi agli archetipi, di cui ultimamente aveva intuito - grazie alla frequentazione di Pauli - la natura probabilistica. Quasi mi spiace ammetterlo, ma devo riconoscere che, in quanto acausale, Jung era più vicino alla scienza di Freud. Benché fosse meno chiaro e distinto di Freud, nonché addirittura fenomenologicamente atteggiato, come ogni psichiatra dell'epoca - l'archetipo dell'ombra rientra nella metafisica della luce, fondamento di tutta la fenomenologia - resta il fatto che Jung aveva imboccò la strada giusta - scientifica - della ricerca psicologica, mentre Freud rimase sul sentiero della pratica medica prescientifica. Riflesso terapeutico: la cura psicologica è per Jung l'acquisizione di un nuovo equilibrio tra i vari fattori che costituiscono la sincronia psichica. Devo questa precisazione a chi sospetta che il mio progetto di una psicanalisi scientifica non abbia ricadute terapeutiche. Queste esistono, benché non siano immediate e, soprattutto, non siano codificabili in una prassi di cura, indipendente dalla scienza. * Recentemente – 12 dicembre 2009 – in occasione della presentazione del n. 343 di "aut aut" su "Leggere Lacan oggi" presso la sede dell'AIPA di Milano ho avuto modo di riflettere e di discutere con gli interessati sull'opportunità che gli junghiani studino Lacan, non tanto e non solo per le affinità tra i due autori (il linguaggio è l'archetipo di Lacan), quanto perché Lacan porge loro la verità dello scisma Jung/Freud. Sia Jung sia Lacan, infatti, hanno il grande merito di farla finita con l'apparente scientificità freudiana della termodinamica della libido, della metapsicologia delle pulsioni e del fattore quantitativo, travestita da psicopatologia medica, a sua volta costantemente orientata alla ricerca delle cause e alle localizzazioni dei processi morbosi psichici. Una parziale registrazione dell'evento è in
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